DIVENTARE MAMMA

🍼Settimana mondiale dell’allattamento

Prima di diventare madre non immaginavo nemmeno lontanamente quanto avrei amato allattare i miei figli.
Con il mio primogenito fu amore a prima vista o prima tetta. Nato prematuro e con un cesario d’urgenza dopo poche ora era attaccato al mio seno e li rimase per quasi due meravigliosi anni in modo esclusivo.
Con il mio secondogenito le cose sono state molto complicate. Anche lui nato con parto cesario d’urgenza e prematuro, ma in questo caso di corsa in tin per giunta in un ospedale diverso dal mio.
Così mi ritrovai i primi giorni dopo la sua nascita, sola in ospedale con una triste tiralatte alla disperata ricerca del tanto bramato succo vitale, il colostro. Ma non usciva nulla, solo lacrime.
Uscita dall’ospedale le cose non migliorarono. Lui era troppo piccolo e pieno di tubi per essere allattato e io decisa a non perdere il latte, comprai una tiralatte elettrica a doppia uscita per potergli almeno portare qualche ml di latte materno. Mi svegliavo anche di notte per tirarlo alla disperata ricerca di riempire almeno un biberon. Sdraiata nel letto con il cellulare perennemente in mano per la paura di una chiamata notturna dall’ospddlae guardavo la sua culla vuota con gli occhi pieni di lacrime mentre tenevo permute quelle due ventose sul mio seno.
Una mattina le cose però cambiarono. Le infermiere al mio arrivo in tin mi dissero che avevano levato il sondino per l’alimentazione e potevo finalmente attaccarlo al seno. Era passato tempo dalla sua nascita, avevo provato a mantenere il latte con gli integratori e l’aiuto del mio amato tiralatte ma avevo paura che non fossero stati sufficienti.
Ricordo tutto di quel momento, anche come era posizionata la sedia che mi avevano messo a disposizione davanti la sua incubatrice. Era dicembre fuori faceva freddo ma il mio cuore era caldo come non lo era mai stato.
In un piovoso pomeriggio invernale mi misero in braccio questo esserino fantastico, il cavo della saturazione suonava ad ogni movimento ed il mio cuore sussultava ad ogni trillo del monitor, ma ero finalmente felice. Eravamo noi due e il mondo sembrava aver ricominciato a girare.
Fu tutto così naturale, iniziò a succhiare come se non avesse mai fatto altro.
Un nuovo grande amore era nato.
Da allora ogni giorno provai ad allattarlo fino alle dimissioni.
Al ritorno a casa continuai un allattamento misto come consigliato in tin, ma in meno di due settimane abbandonò totalmente il biberon per dedicarsi alla sua amata tetta. Da quel giorno sono passati poco più di due anni e la nostra sinergia continua ancora anche se so che stiamo andando verso la fine di questo momento tutto nostro.
Non pensavo ci saremmo mai riusciti, le premesse non erano delle migliori invece eccoci qua. Sarà per questo excursus tortuoso che ora fa tanta fatica ad abbandonarla.
Tutte le mamme se vogliono possono allattare, non abbiate paura a chiedere aiuto. Rivolgetevi a consulenti o ostetriche se è questo che volete.
Non è obbligatorio farlo, ma se lo si vuole si può.
Io, ma sopratutto lui l’ha voluto e alla fine eccoci qua due cuori e una tetta.
Buona festa a noi.

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