Consigli · salute

Allarme Morbillo, l’Italia entra a pieno titolo nei paesi a rischio salute

“L’Italia è entrata nell’elenco delle nazioni “a rischio salute” per gli americani che intendono viaggiare all’estero. La causa sono i focolai di morbillo che si sono riaccesi nel nostro paese a partire dal 2017. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Atlanta (Cdc) hanno emesso una nota in cui si invitano i cittadini in partenza per il nostro paese a prendere misure precauzionali: assicurarsi di essere vaccinati contro il morbillo o vaccinarsi; lavarsi spesso le mani; evitare di toccarsi il volto prima di lavarsi le mani.

I Cdc consigliano ai cittadini americani di evitare contatti fisici con persone che potrebbero essere malate. L’altro nuovo allarme lanciato in questi giorni dagli esperti sanitari del governo Usa riguarda il Brasile per la febbre gialla. Il livello di allerta dei Cdc per l’Italia è comunque verde: il più basso, che richiede misure di precauzione ordinarie.

Noi siamo ovviamente vaccinati, seppur con cautela a causa dell’allegria all’uovo (unica vera controindicazione al vaccino), ne ho già parlato a suo tempo in questo post sul temuto vaccino mpr, ma molti genitori ancora faticano a comprendere l’utilità di questo vaccino e sopratutto la gravità ci questa malattia altamente infettiva. A Lisbona è morta in questi giorni una ragazza di 17 anni a causa del morbillo, non era vaccinata, eppure il Portogallo è una nazione con tassi molto alti di copertura ma il morbillo è altamente contagioso e basta poco per dare il via al contagio.

Il morbillo è una malattia causata da un virus e colpisce soprattutto (ma non solo) i bambini fra uno e dieci anni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le sue complicanze possono causare fra 30 e 100 morti ogni 100mila persone contagiate. Da gennaio l’Italia è colpita da un’epidemia, con 1.473 casi segnalati fino al 9 aprile: più 230% rispetto all’anno precedente. In tutto il 2016 i contagi erano stati 866. Il 92% dei contagi è concentrato in sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. La maggior parte dei malati aveva più di 15 anni e l’88% non era vaccinato.

La copertura vaccinale in Italia nei bambini è dell’85% e in calo da una decina di anni a questa parte. Tra i più piccoli, secondo i dati della Società Italiana di Neonatologia, nel 33% dei casi registrati dall’inizio dell’anno si è avuta almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al pronto soccorso. Il 90% di tutti i bambini colpiti non era vaccinato. “Se un numero consistente di genitori opterà per non vaccinare il proprio bambino – avverte Mauro Stronati, presidente della Società – verrà meno l’effetto gregge, cioè la protezione derivante dalle vaccinazioni collettive, che finora ha rappresentato una garanzia anche per quei pochi bambini non immunizzati”. Perché l’effetto gregge diventi effettivo occorre che la copertura vaccinale di un paese raggiunga almeno il 95%.

Il 28 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha avvertito che le epidemie di morbillo in Europa minacciano i progressi verso l’eliminazione definitiva di questa malattia. “Focolai di morbillo continuano a scoppiare nei paesi europei” aveva dichiarato il portavoce Farhan Haq. “C’è il rischio che si diffondano epidemie su larga scala laddove la copertura vaccinale è scesa sotto alla soglia del 95%”. “Le situazioni più gravi si registrano in Romania e Italia”. Secondo i dati dell’Organizzazione di Ginevra, i vaccini hanno evitato 20,3 milioni di morti nel mondo tra il 2000 e il 2015. Grazie all’immunizzazione i decessi sono diminuiti del 79% a livello globale, passando dai 651mila del 2000 ai 134mila del 2015. Nel 2015 gli Stati Uniti si trovarono a fronteggiare un’epidemia di morbillo scoppiata in California: anche lì è pronunciato il calo dei vaccini. Allora alcune scuole vietarono l’iscrizione ai bambini non immunizzati.”

[*] Questi sono i dati aggiornati:

“- 1603 casi segnalati dall’inizio dell’anno

– quasi tutte le Regioni (18/21) hanno segnalato casi, ma il 93% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia

– l’88% dei casi era non vaccinato

– la maggior parte dei casi è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni (57% nella fascia 15-39 anni e 17% negli adulti >39 anni), con un’età mediana dei casi pari a 27 anni

– il 27% dei casi è stato segnalato in bambini nella fascia di età 0-14 anni; di questi, 95 avevano meno di un anno di età

– 152 casi segnalati tra operatori sanitari.”

Il ministero della Salute ha recentemente pubblicato la seguente nota:

Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia.

A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.

Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

Il morbillo, secondo i dati Unicef, uccide ogni anno circa 132.000 bambini: 15 all’ora, ogni ora di ogni giorno dell’anno. Nonostante il Piano di eliminazione della malattia sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso, pari al 68%, registrato nella PA di Bolzano, e quello più alto in Lombardia, con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione, riferisce Lorenzin. Il Ministero della Salute è preoccupato anche per i casi “a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari”.

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