salute

Tutto quello che c’è da sapere sulla VARICELLA tra contagio, sintomi, cure e vaccino

L’ora legale ormai ha preso possesso dei nostri orologi, le giornate si sono allungate, la primavera è finalmente arrivata, anche marzo ha lasciato il posto al dolce aprile, ma insieme al mese della fioritura come ogni anno tornano le tanto temute malattie esantematiche, e nello specifico la VARICELLA!

All’asilo di mio figlio sono già 2 settimane che non si parla d’altro.  Io personalmente l’ho avuta da piccola in forma lieve e #vickyvictor in quanto soggetto asmatico e in cura con steroidi è già vaccinato da un paio di anni quindi siamo abbastanza tranquilli nei riguardi della malattia, ma per molti genitori (sopratutto se entrambi lavoratori) è iniziata la fase del terrore.

Tutti a controllare il corpo dei bambini nella vana speranza di scansarsi il virus scolastico.

In molti la temono (come me, anche perché 10 giorni bloccati a casa senza nonni o tate a disposizione sarebbero un disastro per il mio lavoro, per non parlare poi delle complicanze gravi per la sua salute in quanto soggetto asmatico), altri la sottovalutano, della serie ma che sarà mai l’abbiamo presa tutti da piccoli, eppure in pochi la conoscono davvero.

Allora ecco a voi sua maestà la varicella!

La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. Insieme a rosolia, morbillo, pertosse e parotite, la varicella è annoverata fra le malattie contagiose dell’infanzia, che nella maggioranza dei casi colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni, la malattia si trasmette soltanto da uomo a uomo. Solitamente c’è maggiore diffusione della malattia nel periodo di inizio autunno o primavera.

Sintomi, decorso clinico e complicanze*



Il contagio

Il contagio avviene con il contatto diretto con la saliva del paziente infetto, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando oppure con il contatto con il liquido contenuto nelle caratteristiche vescicole.

In genere dopo 2 settimane compaiono i primi sintomi ma si possono anche avere casi da 3 settimane  dal contagio.

Sintomi della varicella

La malattia esordisce con un esantema cutaneo (o rash) che solitamente parte con forte prurito sulla testa, malessere generale, mal di testa e febbre, in genere lieve, ma che può arrivare anche a 39 °-40°C. Per 3-4 giorni, delle papule rosa pruriginose con del liquido all’interno compaiono su tutto il corpo. Le papule evolvono in vescicole, poi in pustole e infine in croste granulari, destinate a cadere. Tipicamente l’esantema è costituito da 250-500 lesioni.

La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni. La malattia tende ad avere un decorso più aggressivo nell’adolescente e nell’adulto, e può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse (persone con infezione da Hiv, persone sottoposte a chemioterapia o in cura con steroidi per asma o altre malattie). Le complicanze della varicella sono rare nei bambini sani e si verificano per lo più nelle persone immunodepresse, nei neonati e negli adolescenti o adulti. Possono verificarsi superinfezione batterica delle lesioni cutanee, trombocitopenia, artrite, epatite, atassia cerebellare, encefalite, polmonite e glomerulonefrite. Tra gli adulti la complicanza più comune è la polmonite

Decorso clinico

Da 1-2 giorni prima dell’inizio delle manifestazioni cutanee fino a quando le lesioni sono tutte ricoperte da croste (6-9 giorni).

La cura

Ovviamente la prima cosa da fare è contattare il pediatra. Nel bambino sano è solitamente una malattia autolimitantesi e la terapia è solo di supporto. Il fastidio peggiore della varicella è il prurito: per ridurlo si può aiutare il bambino cospargendolo con il talco mentolato ed eventualmente panni freddi bagnati da passare sulla pelle senza strofinare. Per la febbre si somministrano antifebbrili (escludendo quelli a base di acido acetilsalicilico come l’aspirina, che interagisce con il virus della varicella e può provocare gravi complicazioni) e antistaminici per il prurito. È consigliabile tenere corte e pulite le unghie del piccolo per evitare che infetti le vescicole grattandosi. Esiste un farmaco specifico per la varicella, chiamato Aciclovir, che, somministrato per bocca entro 24 ore dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee, provoca una diminuzione della durata e dell’entità della febbre, e del numero e della durata degli elementi cutanei. Il suo uso non è raccomandato nel bambino sano, ma può essere preso in considerazione nei bambini maggiormente a rischio di complicazioni come quelli di oltre 12 anni di età, o con malattie respiratorie e cutanee croniche gravi o nei casi secondari che avvengono in famiglia (e che di solito hanno un decorso più grave). Come per tutti i virus, non esiste una cura per la malattia, ma si possono usare dei metodi per lenire i sintomi.

Riammisione scolastica

La legge italiana prevede la riammissione a scuola dopo 7 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee, accompagnati da certificato medico.
Complicanze

L’infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone immunocompetenti: raramente una persona può sviluppare due volte questa malattia. Tuttavia, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente (in genere per tutta la vita) nei gangli delle radici nervose spinali. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni, solitamente dopo i 50 anni, dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”. Lesioni a grappolo di tipo vescicolare si presentano al torace, a volte accompagnate da dolore localizzato. Il dolore che persiste oltre un mese viene chiamato neuralgia posterpetica.

Se la varicella viene contratta da una donna all’inizio di una gravidanza (nei primi due trimestri di gestazione) può trasmettersi al feto, causando una embriopatia (sindrome della varicella congenita). I bambini che sono stati esposti al virus della varicella in utero dopo la ventesima settimana di gestazione possono sviluppare una varicella asintomatica e successivamente herpes zoster nei primi anni di vita. Se invece la madre ha avuto la malattia da cinque giorni prima a due giorni dopo il parto, può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, la cui mortalità può arrivare fino al 30%.

Prevenzione della Varicella

L’unica arma è il vaccino anti-varicella.

 

Il Vaccino

Il vaccino contro la varicella in Italia è disponibile da almeno una decina d’anni ma sono ancora pochi i genitori che lo sanno e solo il 30,73% dei bambini risulta vaccinato nel 2015.

La  vaccinazione è consiglia a tutti a causa delle possibili complicanze della malattia. La varicella è una malattia tutt’altro che banale e solo chi non ha vissuto le possibili complicazioni può prenderla alla leggera.

Si consiglia la somministrazione di due dosi di vaccino antivaricella per i bambini, gli adolescenti e gli adulti. I bambini dovrebbero fare la prima dai 12 ai 15 mesi, e la seconda dai 4 ai 6 anni. Il vaccino protegge da una malattia molto fastidiosa e in alcuni casi anche grave. La prima dose copre al 60% e per questo ci possono essere dei casi di infezione nel tempo che intercorre le due vaccinazioni, ma si tratta di una malattia più lieve e meglio tollerata.

  • Le informazioni scientifiche sono tratte dal sito del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute www.epicentro.iss.it
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