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Primavera arrivata in anticipo grazie all’equinozio di marzo

immagini-auguri-buona-primavera-equinozio-2017-2L’abbiamo tanto aspettata e finalmente è arrivata, ecco a voi sua maestà la PRIMAVERA.

Entrata come spesso accade con un giorno di anticipo esattamente alle 11:28, l’equinozio di primavera spartiacque con l’inverno e uno dei due giorni dell’anno, insieme all’equinozio di autunno, in cui il giorno e la notte hanno uguale durata in tutto il mondo.
In realtà, più che a un giorno intero, l’equinozio corrisponde a un singolo istante.

L’equinozio (dal latino aequinoctium, derivato a sua volta da “aequa-nox” cioè «notte uguale» in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore. Esso ricorre due volte durante l’anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.

downloadGli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l’uno dall’altro, più precisamente a marzo e a settembre del calendario civile; analogamente ai solstizi, essi sono convenzionalmente assunti come momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra. Nell’emisfero boreale l’equinozio di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l’estate e introduce l’autunno. Viceversa accade nell’emisfero australe, dove l’autunno entra all’equinozio di marzo e la primavera in quello di settembre.

Chi meglio del sito meteo.it ci può spiegare perchè l’entrata della primavera cada quest’anno in anticipo rispetto ai tempi previsti.

Tutta “colpa” del calendario gregoriano, introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII, e del cosiddetto anno bisestile. E’ un calendario imperfetto perché non rappresenta esattamente l’anno siderale, ossia il periodo orbitale della Terra intorno al Sole, che è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi (365,25 giorni). Contempla circa un quarto di giorno in meno di quello che serve alla Terra per completare la propria rivoluzione intorno al Sole. Questo fa sì che ogni anno l’equinozio cada 6 ore più tardi, finché non interviene – ogni 4 anni, come quest’anno – l’anno bisestile, con un giorno “extra” a febbraio che serve a “riportare indietro” la sincronizzazione tra anno siderale e calendario gregoriano. Per raffinare la durata media dell’anno, poi, furono soppressi i bisestili degli anni centenari non multipli di 400 (il 2000 è stato bisestile, ma il 2100, il 2200 e il 2300 no).

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