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Emma Watson e le solite polemiche tra donne per un seno seminudo 

Basta una foto su Vanity Fair ed è subito polemica. L’attrice Emma Watson è stata recentemente aspramaente criticata per questa bellissima foto, che la immortala in topless sulle pagine della nota rivista,  in occasione dell’imminente uscita del suo nuovo film “La bella e la bestia” rivisitazione cinematografica del meraviglioso cartoon della Disney.

Per chi se la fosse persa, la Watson inizia a undici anni la sua carriera cinematografica recitando nella saga di Harry Potter,. Negli anni si è distinta per il suo gusto per la moda e per il suo impegno civile, è infatti anche ambasciatrice dell’Onu. Con l’organizzazione ha lanciato nel 2014 la campagna per l’uguaglianza dei generi HEforShe. Ed è proprio questo suo impegno di ambito femminista, che l’ha resa vittima di questo attaccò.  Su Twitter è nata la polemica che secondo la famosa speaker radiofonica inglese Julia Hartley Brewer,  una seno mostrato su carta patinata non corrisponde a un messaggio femminista ma è un’intollerabile ipocrisia. Si sono create così su Twitter due fazioni, da una parte i sostenitori della Brewer, dall’altro quelli dell’attrice che sostenendo che femminismo non voglia necessariamente dire censurare una nudità femminile.

Nell’immagine la Watson indossa una gonna e un bolerino di pizzo crochet firmato Burberry, dal quale si intravede il seno della giovane Watson. 

Io, a mio modestissimo parere, ritengo che come sempre si sia strumentalizzata la vicenda, si può credere nei valori femministi senza doversi coprire da capo a piedi, inoltre non stiamo parlando di una biologa che per promuovere un nuovo vaccino ha pubblicato un suo articolo abbinato ad una foto di nudo,  ma di una giovane e famosa attrice che vive della sua immagine e che promuovere tramite, anche, la sua bellezza i prodotti cinematografici a cui prende parte, quindi mi sembra assolutamente ben contestualizzata la foto. Come sempre inoltre, ci troviamo a parlare di donne che attaccano altre donne per dettagli legati alla bellezza, passano gli anni, i secoli, ma siamo sempre allo stesso punto.

Probabilmente, come sempre accade in questi casi, la polemica farà un gran bene al film in uscita, quindi ben venga. Magari era tutto programmato ad arte per far parlare ancora di più della meravigliosa protagonista e quindi del film, ma fatta questa premessa mi chiedo, e vi chiedo: è giusto portare avanti ancora questo messaggio che l’abito fa il monaco? È questo, quello che vogliamo lasciare alle nostre figlie, e alle generazioni del futuro, un sottotesto che ci insegna che una ragazza in topless non può battersi per il rispetto ed i diritti delle donne? Non assomiglia tanto alla messaggio gonna corta = stupro???

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