salute

Febbre di fine inverno, come curarla?

La primavera è alle porte, eppure l’ influenza non vuole ancora lasciarci andare, siamo così schiacciati nel mezzo tipo sandwich tra la voglia di mare e la necessità di letto e brodino caldo.

Ma quando la febbre colpisce non c’è nulla da fare, bisogna arrendersi alla realtà, la primavera sarà anche vicina, ma noi mamme siamo ancora in quella maledetta fase in cui all’improvviso il bambino passa dal gioco alla febbre.

Ma cos’è la febbre? E’ un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei suoi valori normali, nel bambino 37.5°C se misurata ascellare o 38°C se misurata per via rettale.

La temperatura corporea può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini può aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, riscaldamento eccessivo dell’ambiente, sudorazione eccessiva, sete. Questo perché l’aumento della temperatura corporea è un meccanismo fisiologico (quindi buono) che possiede l’organismo umano, di difesa, ma anche di compenso.

Ma quando la febbre dura da più di 24 ore, allora evidentemente non è solo un fatto momentaneo. Probabilmente l’organismo è stato raggiunto da qualche germe. Per fortuna, quasi sempre, si tratta di germi virali banali, contro i quali non è necessario intervenire con nessun farmaco, perché l’organismo innalza la temperatura corporea e, come in una fornace ardente, il virus muore e il bambino sfebbra.

Di febbre vera e propria si parla per temperature superiore a 38°C. Fra 38 e 39°C parliamo di febbre. La febbre sarà “alta” fra 39 e 40°C e “molto alta” tra 40 e 41°C. Da 37.5 a 37.9 parliamo di febbricola.

E allora che fare? Farmaci sì o farmaci no per la febbre nei bambini?

A parere del mio pediatra e della maggior parte dei medici, la febbre dei bambini va controllata con le medicine solo quando è associata a sintomi fastidiosi (per esempio, mal di testa, particolare nervosismo, ECC).

Il criterio a cui attenersi non deve dunque tenere conto del valore della febbre fine a se stesso ma della condizione generale del piccolo. A un bambino che con 38, 5 °C di febbre gioca, è vivace, allegro, reattivo non vanno somministrati antifebbrili. Per contro può essere più che opportuno darli a un bambino con febbre a 38 °C che si lamenta e appare abbattuto. Il farmaco di prima scelta è il paracetamolo, presente sotto varie formulazioni commerciali come la nota Tachipirina. Esiste in varie formulazioni: supposte, gocce, sciroppo, compresse, compresse orodispersibili.

La dose da somministrare va calcolata in base al peso corporeo del bambino e non alla sua età anagrafica, quindi va personalizzata. E’ possibile dunque che per un bambino di due anni magrolino sia necessaria una dose di paracetamolo minore di quella da destinare a un bambino di un anno. Il dosaggio preciso dovrebbe essere calcolato considerando che il range terapeutico è tra 10-15 mg/kg/dose, massimo 20 mg/kg/dose.

Si può quindi calcolare la dose giusta moltiplicando il peso per 10 e 15, massimo 20.

Il paracetamolo andrebbe scelto in sciroppo. La somministrazione deve essere fatta usando sempre e solo il dosatore presente nella confezione. La formulazione in suppostine va presa in considerazione quando il bambino vomita o nel caso in cui per qualsiasi ragione non si riesca a fargli assumere la medicina per bocca. La supposta non va mai usata a metà e neppure dopo averne tolto un pezzettino: il dosaggio in questo modo finirebbe per essere sempre e comunque sbagliato a discapito dell’effetto che si vuole ottenere. L’intervallo minimo tra una somministrazione e l’altra o il passaggio ad un altro farmaco usato sempre per la febbre deve essere di 6 ore.

Comunque la prima cosa da fare è rimanere calmi, sembra un consiglio stupido ma in quei momenti anche le nozioni semplici spariscono dalla mente. A seguire:

  • Far bere il bambino.
  • Non forzarlo a mangiare se non vuole.
  • Evitare di coprirlo eccessivamente.
  • Non costringerlo a letto se desidera muoversi.
  • Non effettuare bagnature perché non servono a nulla se non a infastidire il bambino.
  • Somministrare un “antipiretico” solo se la febbre causa irrequietezza.

Ripeterne la somministrazione dell’antipiretico sempre e solo se la febbre infastidisce molto il bambino e comunque non prima di 6 ore.

E’ opportuno, infatti, non superare le 4 dosi giornaliere di antipiretico (minimo ogni 6 ore), perché dosi troppo ravvicinate potrebbero determinare effetti tossici.

Il motivo per cui si consiglia di non somministrare l’antipiretico, a meno che il bambino non è fortemente infastidito dalla febbre, è semplicemente perché la febbre è una terapia, una cosa buona. La febbre serve!

I farmaci con effetto antipiretico e analgesico più studiati e quindi usati nei bambini sono il paracetamolo (già precedentemente citato) e l’ibuprofene.

Per i rimedi naturali via libera agli impacchi e le spugnature, ma mai usare l’aceto e, men che meno, l’alcool, perché l’alcool metilico contenuto nell’alcool può essere assorbito attraverso la pelle e provocare cecità (ora capisco perché ho questo forte ricordo da piccola di dolore agli occhi durante le spugnature con l’alcol, erano l’ ABC delle mie cure per la febbre). Non serve neanche usare acqua ghiacciata, basta che sia a temperatura ambiente, intorno a 18-20°. Impacchi e spugnature vanno applicati nei punti in cui scorre più sangue, quindi non sulla fronte (se non nei bambini più grandi, nei quali può ridurre la cefalea), ma sul collo, all’inguine, sulle spalle e nelle pieghe di gomito e ginocchio. Tanto è più fredda l’acqua, tanto più le spugnature devono essere non troppo prolungate e applicate a rotazione su punti diversi del corpo, se no si rischia di provocare una forte rallentamento della circolazione, fino anche alla trombosi. Per effettuare le spugnature bisogna aspettare che finisca la fase dei brividi, perché altrimenti si interferirebbe con il meccanismo naturale di formazione della febbre. È la stessa ragione per cui non bisogna usare gli antipiretici quando la temperatura è bassa o, al contrario, per cui si deve consentire al bambino di spogliarsi quando la febbre è alta e dice che ha caldo.

Il mio pediatra sconsiglia sempre di  utilizzare i metodi fisici come i bagni freddi, tiepidi o le spugnature. Già la salita della febbre da’ al malato una sensazione spiacevole di freddo e brividi (che sono contrazioni “programmate” per abbassare la temperatura corporea). Se si cerca di raffreddare con spugnature il corpo del bambino febbrile, il suo “termostato” cercherà di mantenere alta la temperatura, quindi farà aumentare i brividi e la sensazione di freddo e peggiorerà quello che noi vorremmo eliminare, il malessere del paziente.

Della serie MAMME in bocca al lupo e che il Paracetamolo sia sempre con voi!

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