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Sanremo2017: Diletta Leotta e l’invidia delle donne, perché la bellezza fa paura ma sopratutto rabbia! 

Manco il tempo di concludere la prima serata della kermesse canora più famosa al mondo, che è subito polemica. Perché  Sanremo si sa, punta sempre i riflettori sui lati più oscuri di questa nostra piccola Italia, fatta di gente piccola, con la testa piccola e con uno smartphone sempre a portata di mano. Così manco il tempo che la meravigliosa è bellissima 25enne catanese conduttrice di Sky Sport Diletta Leotta appaia sul palco, che il popolo del web capitanati della sempre molto attiva Caterina Balivo da libero sfogo alla sua rabbia e alla sua frustrazione. Perché si sa l’invidia è femmina,  ed ecco allora il rapido tweet della presentatrice di Detto Fatto: “Non puoi parlare di violazione della privacy con la mano che cerca di allargare la gonna”.

Frasi come queste fanno rabbrividire, mi si è accapponata la pelle solo a leggerla. Una donna, per giunta giovane, conduttrice TV come la Balivo, che è un punto di riferimento di molte ragazze, con un pubblico affezionato sulla TV di stato  (che tra l’altro paghiamo con il nostro amato canone Rai) presa da un attacco impellente di gelosia lancia sentenze su una ragazza probabilmente colpevole solo di essere troppo bella (sì troppo per questa misera nazione) e di essere sul palcoscenico più ambito da chi lavora nel mondo dello spettacolo, cosa che probabilmente la cara Balivo sogna da tempo, e che probabilmente grazie a questa uscita molto ma molto infelice non accadrà mai.

La Leotta è stata invitata a parlare dell’incresciosa vicenda delle foto rubate. La scorsa estate alcuni hacker sono riusciti ad entrare nel suo profilo“iCloud” rubando e mettendo in rete alcune sue foto e video intimi.

In un festival come quello che si è inaugurato ieri, avente tema principale il lancio di messaggi meno frivoli dei soliti gossip che tanto piacciono ai talkshow pomeridiani, il messaggio della giornalista Sky è  un messaggio importante, dalla valenza sociale gonna o non gonna :”Purtroppo queste cose succedono a ragazzi piccoli che hanno bisogno di essere tutelati e protetti. Il mio messaggio di stasera va quindi a loro. Siate coraggiosi e forti”. 

Forse dalla memoria della Balivo è già stata archiviata la triste storia di Tiziana Cantone che per vicissitudini simili di cyberbullissimo si è tolta la vita lo scorso anno.

Arriva così immancabile il post al veleno, che come donna, trentenne, giornalista quindi sua simile mi fa vergognare:

“Non puoi parlare della violazione della #privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna”. 

Della serie se indossi la gonna corta e ti stuprano te la sei cercata! Ma ci rendiamo conto????? Che pena Caterina, perdonami ma mi fai pena. Si parla tanto della lotta la bullissimoe poi un tweet del genere vanifica tutto, sopratutto se a dirlo è una giovane donna. Inoltre subito dopo il suo tweet il popolo di pecore del web ha seguito a ruota libera, attaccando e insultanto la Leotta, manco fosse un soccorritore alpino presentatosi sul palco con un abbigliamento troppo sexy (eppure l’avrei capita inquanto a quale donna non piace sentirsi bella in un meraviglioso vestito), il suo abito è contestualizzato al contesto è alla sua persona. Lei è una showgirl, una donna di spettacolo che deve la sua fortuna anche e sopratutto alla sua bellezza, che senza dubbio è stato il suo bigliettino da visita, ma che non è stato il suo unico talento, altrimenti sarebbe già scomparsa tra le varie meteore dotate solo di avvenenza ma di poca sostanza. Quante ve ne vengono in mente? A me tantissime, di donne belle ne è pieno il mondo.

La Diletta invece, cresce, e segna sempre più gol nella porta delle avverssarie, e questo a noi donne spesso fa paura. È subito dopo la paura arriva la rabbia, l’invidia, la cattiveria. Ah mia povera Italia, io sogno un paese in cui le donne si prendono il proprio posto con il talento, la grinta, la bellezza e che si sostengono l’una con le altre e non che si accortellano alle spalle.

Confido che mamma Rai condanni pubblicamente l’atteggiamento maschilista della Balivo, perché una frase del genere la può dire la mia vicina di casa e pure mi incazzo, ma non una presentatrice che vive grazie ai soldi delle mie tasse e che dovrebbe essere un riferimento, un esempio di civiltà, rispetto ed educazione, dieci minuti prima si parla di bullismo con i ragazzi di Ma Basta e dieci minuti dopo si criticano le gambe della Leotta, mi sembra ci sia qualcosa che non quadra in tutto questo.

Anzi fossi in mamma Rai e in Carlo Conti proporre la Leotta come valletta per tutte e 5 le serate, inquanto è bella, sa parlare ed è garbata e cortese molto più di quello che si può dire di diverse decine di vallette della storia del festival.

Che dite la lancio la petizione #leottavallettasanremo??

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