salute

Pericolo influenza, proteggiamoci con il Vaccino!

Ed eccoci qui come sempre di questi tempi a parlare d’influenza! Le temperature si abbassano, l’inverno si avvicina e torna a farci visita l’influenza.
Come se questa non fosse già una notizia devastante di per se, gli esperti ci hanno subito informato che l’edizione 2016/2017 si preannuncia più aggressiva delle precedenti.

I virus che circoleranno quest’anno saranno il solito H1N1 A chiamato California e responsabile dell’influenza del 2009 (non so voi ma io ho una certa familiarità con questo ceppo, non me la scampo mai), l’H3N2 con il nome Hong Kong e il virus B/Brisbane. Beh già i nomi sono tutto un programma, della serie che a letto moribondi per l’influenza avremo molto tempo per vedere splendidi documentari geografici sui luoghi oggetto di tanta fantasia degli scienziati che anche quest’anno hanno dato via libera alla propria creatività per la scelta dei nomi per questi bei virus.

Detto questo a parte gli scherzi, i luminari medici del settore hanno preannunciato una resa di massa con una media tra i 6 e i 7 milioni di italiani stesi a letto (una bella crescita considerando che lo scorso anno 5 milioni di persone sono state colpite dal virus).

Ecco perché non bisogna prendere sotto gamba l’influenza e fare bene attenzione alla prevenzione del virus ricorrendo all’ unica arma in nostro possesso davvero efficace  ( a meno che non ci si voglia chiudere in casa fino al prossimo aprile e nemmeno così e detto che né ci si salvi) : la VACCINAZIONE!

Molti credono che l’influenza sia semplicemente associabile a un paio di giorni di riposo a letto senza scuola o lavoro, ma non è così semplice. È una malattia importante che può richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta causare la morte (il conteggio dei morti a livello mondiale supera il centinaio di migliaia di persone l’anno). Il vaccino permette di evitare (o attenuare) i fastidi dell’influenza e riduce il rischio di complicanze più gravi  e a volte anche mortali come la polmonite.

La vaccinazione è già abbondantemente partita dal mese di ottobre, ed è ampiamente raccomandata a tutti  in modo da migliorare la copertura, e non solo alle categorie più a rischio over 65, bambini e soggetti asmatici o con problemi respiratori.

Gli esperti infatti, da tempo suggeriscono di estendere la vaccinazione contro l’influenza anche alle donne in gravidanza durante il secondo o terzo trimestre, viste le complicanze a volte anche serie sia per la madre, sia per il nascituro (e vi assicuro per esperienza personale che non scherzano quando affermano questo!).

Diversi studi hanno dimostrato che il vaccino fatto alla madre nel corso della gravidanza protegge il bambino anche nei primi 4 mesi di vita dal rischio di contrarre la malattia.

Tra le categorie che maggiormente dovrebbero proteggersi ci sono senza dubbio gli anziani più soggetti a contrarre la malattia e a degenerare in polmonite ( tra le prime cause di morte tra gli anziani), ma anche in primis i bambini.

È senza ombra di dubbio consigliabile e auspicabile immunizzare anche i bambini sani dall’età prescolare, cosa che da anni avviene già in paesi con maggior senso civico del nostro come il Regno Unito.

I bambini, infatti, sono dei veri e proprio untori. I nostri amatissimi piccoli “mostri” non avendo una storia delle precedenti influenze, sono più suscettibili alla malattia, che poi trasmettono ai propri familiari.  A casa nostra ogni volta che #Vickyvictor si ammala partiamo in coda io e il padre e spesso anche nonni e parenti che ci vengono in aiuto, ritrovandoci così in un vortice di circa due settimane tra febbre, raffreddore e problemi intestinali.

Inoltre come se questo non bastasse, nei più piccoli l’influenza può determinare complicanze nei primi anni di vita molto spesso anche gravi accompagnate da ospedalizzazioni. Ricorderò sempre il 2015 quando riuscimmo a battere ogni record con 8 bronchiti e 2 polmoniti in pochi mesi. Una tragedia, ma di quelle vere. All’ ospedale quando arrivavamo, solitamente sempre di notte, ci stendevano il tappeto rosso.

Detto questo VACCINATEVI, da sempre sottolineo l’importanza della vaccinazione e non perché io sia un genio a conoscenza di chi sa quali informazioni specifiche, ma perché chi lo è ha ampiamente spiegato e sopratutto provato l’effetto benefico che la terapia di immunizzazione ha per le persone, per la società!

Io sono ancora in ritardo, purtroppo lo ammetto ma non per mia colpa. Come sempre la nostra società crea ottimi strumenti ( i vaccini) ma rende difficile l’accesso a essi. #Vickyvictor è  allergico all’ uovo, unica vera controindicazione medica nella vaccinazione, ma questo non significa che non possa farla, anzi. Il fatto è che per i soggetti allergici all’uovo, a causa delle possibili reazioni, il vaccino va somministrato in ospedale in ambiente protetto e reattivo in caso si necessiti di intervento medico. Ho già fatto da diverso tempo la richiesta ma ovviamente il sistema latita ed io aspetto questa chiamata per poter portare il mio pupo a vaccinarsi. Chi sa quanti bambini allergici all’uovo sono in lista per questo vaccino a Napoli, altrimenti non riesco proprio a spiegarmi la cosa.

Sorvolando sulla facile vena polemica che mi scorre nelle vene insieme al caffè, credo davvero che ormai sifacilmente riconoscibile il ruolo basilare nella nostra società del vaccino, anche quello antinfluenzale.

Se ancora non vi ho conviti di seguito alcune note medico/scientifichepubblicate direttamente dal sito del Ministero della Salute.

Buona lettura!!!

Composizione e tipologie del vaccino antinfluenzale

La composizione del vaccino antinfluenzale cambia ogni anno in base alle informazioni sui ceppi virali circolanti e sulla loro diffusione epidemiologica raccolte dal Global Influenza Surveillance Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (NIC) presenti in 83 Paesi. Per l’Italia, il NIC fa capo all’Istituto Superiore di Sanità e coordina 18 Laboratori Regionali.
La composizione del vaccino della stagione in corso è stata indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base delle informazioni sui ceppi virali circolanti e sull’andamento delle sindromi influenzali della scorsa stagione :
• antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09

• antigene analogo al ceppo A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2)

• antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).
Di conseguenza il vaccino per la stagione 2015-2016 conterrà:
• la variante A/California/7/2009 (H1N1), presente anche nel vaccino della scorsa stagione

• una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013), che sostituirà il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della scorsa stagione

• una nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013), appartenente sempre al lineaggio B/Yamagata/16/88, in sostituzione del precedente ceppo vaccinale, B/Massachusetts/2/2012
Attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti (TIV) che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B e un vaccino quadrivalente che contiene 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B.
Le tipologie di vaccini antinfluenzali disponibili nel nostro Paese sono tutti di tipo “inattivato”, quindi non contengono particelle virali intere attive, e sono classificabili, in particolare, nei seguenti tipi:
• Vaccino split, contenente virus influenzali frammentati.

• Vaccino a subunità, contenente solo gli antigeni di superficie (emoagglutinine e neuroaminidasi)

• Vaccino adiuvato, contenente gli antigeni di superficie emulsionati a un adiuvante oleoso metabolizzabile (MF59)

• Vaccino intradermico, consistente in un vaccino split confezionato in una siringa particolare che consente di inoculare nel derma la dose di 15 ìg/ceppo concentrata in 0,1 ml di volume.

Chi deve farlo

La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata in categorie di persone ad aumentato rischio di complicanze da influenza o più esposte al contagio per ragioni professionali, ossia:

• Soggetti di età pari o superiore a 65 anni

• Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza

• Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

• Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

• Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

• Medici e personale sanitario di assistenza

• Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio

• Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (forze di polizia, vigili del fuoco, lavoratori particolarmente esposti a causa della loro tipologia di lavoro, ecc.)

• Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (come allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari,ecc.)

Le malattie che possono aumentare il rischio di complicanze da influenza e che rendono raccomandabile la vaccinazione di chi ne soffre sono:

• malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)

• malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite

• diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30)

• insufficienza renale/surrenale cronica

• malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie

• tumori

• malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV

• malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali

• patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici

• patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)

• epatopatie croniche.

Dove si acquista

La vaccinazione antinfluenzale stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è gratuita per i soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe in caso contraggano l’influenza. L’offerta è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale (medici, infermieri, agenti di Pubblica Sicurezza, ecc.). Tutte le altre persone che decidano di vaccinarsi contro l’influenza stagionale per diverse ragioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, ecc.) possono acquistare il vaccino stagionale in farmacia e concordare la somministrazione con il medico di fiducia.

Come si effettua la vaccinazione antinfluenzale e quante dosi è necessario assumere

Per tutti, fatta eccezione i soggetti di età infantile, è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale stagionale. Per i bambini al di sotto dei 9 anni di etaÌ, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano invece due dosi, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.

La via di somministrazione varia a seconda dell’età e della tipologia di vaccino. Va somministrato in genere per via intramuscolare: in tutte le persone sopra i due anni si raccomanda l’inoculazione nel muscolo deltoide; nei bambini fino ai 2 anni e nei lattanti la sede raccomandata eÌ la faccia antero-laterale della coscia.

Fa eccezione il vaccino influenzale trivalente intradermico (0,1 ml), che eÌ preconfezionato in una siringa speciale per inoculazione intradermica. Il sito di somministrazione raccomandato eÌ la regione del deltoide. Questo vaccino eÌ indicato nella profilassi dell’influenza nei soggetti di etaÌ pari o superiore a 60 anni.

Controindicazioni ed effetti indesiderati della vaccinazione antinfluenzale

La vaccinazione antinfluenzale stagionale presenta pochissime controindicazioni. In particolare non deve essere somministrato a:

• lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuita del vaccino in tali fasce d’età).

• soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino

• soggetti con in corso una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre. La vaccinazione va rimandata a guarigione avvenuta.

A differenza di quanto si pensava in passato, sono false controindicazioni:

• allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche

• malattie acute di lieve entità (l’ideale è effettuare la vaccinazione antinfluenzale in condizioni di benessere, ma la presenza di malattie lievi come, ad esempio, un raffreddore o poche linee di febbre non rappresenta una controindicazione)

• allattamento

• infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite. La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune. Una seconda dose di vaccino non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.

Non vi è inoltre controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche a epidemia già iniziata. Inoltre è possibile la somministrazione simultanea di più vaccini in quanto la vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati.

Dopo la vaccinazione è possibile insorgano alcuni effetti collaterali lievi e non particolarmente fastidiosi. Nelle ore immediatamente successive possono svilupparsi reazioni locali, quali dolore, arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione. Reazioni sistemiche comuni possono insorgere 6-12 oredopo la vaccinazione e includono malessere generale, febbre e dolori muscolari, che in genere scompaiono spontaneamente nell’arco di 1-2 giorni. Di norma, la febbre post-vaccinazione è modesta e non richiede un trattamento; se, eccezionalmente, dovesse risultare più seria, può essere ridotta con paracetamolo.

Fonte: Ministero della Salute

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