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Je suis CHARLIE anche se non amo la satira!

10325158_10205756453812405_4836162419771594271_nMi sono presa qualche giorno di tempo prima di esprimermi sulla strage di Parigi al Charlie Hebdo. Era troppo forte la rabbia, il dolore, l’indignazione, la voglia di chiudere il pc, i giornali, la tv e aspettare di svegliarmi in un mondo migliore..in un mondo diverso…dove non si può andare a lavoro e non tornare più a casa perchè dei folli terroristi decidono che la tua vita non conta niente. Poi però, la rabbia passa, e resta il dolore e l’indignazione e cresce la voglia di gridare che anche se il Charlie Hebdo non era certo la mia rivista del cuore, che anche se non amo la satira in genere, non si può morire per una vignetta, anche se satirica, volgare o blasfema che voglia essere considerata. Molti mi hanno detto a freddo “va beh con questo clima che c’è nell’aria si sono messi anche a “sfottere” l’islam..se la sono cercati”. E allora va beh è come dire che se una ragazza, magari anche bella,  mette una gonna corta o una maglia scollata, se la violentano se l’è cercata! Come minimo è colpa sua! Allora la RABBIA mi sale di nuovo, anche più forte…perchè CHARLIE potevo essere io!!! CHARLIE sono io!Non perchè io ami le vignette blasfeme…no grazie sono cattolica non amo chi fa satira sulla religione, ma certo questo non può essere un motivo di morte! Io sono Charlie perchè come loro sono una persona che lavora, e come loro mi alzo tutti i giorni per andare in ufficio a sudarmi il pane quotidiano, un pazzo sarebbe potuto entrare nel mio ufficio a fare una strage perchè magari non gli piace il mio lavoro. E allora che senso ha parlare di libertà in un mondo in cui non si è liberi più nemmeno di respirare! IO SONO CHARLIE e non mi stancherò mai di ripeterlo, non amo prendere in giro l’Islam o le altre religioni, non amo che si prenda in giro la mia religione…ma voglio che chiunque se vuole possa  farlo!

«I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it» – «Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo»

Evelyn Beatrice Hall

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